Attività artistica e fotografica Marianna Santoni Fotografa
 

"Art is a Game 2011-1966"
Evento collaterale della

54° Esposizione Internazionale d'Arte

la Biennale di Venezia.

 

Sala Dei Laneri

Santa Croce 131 - Venezia

dal 1 giugno al 27 novembre 2011


Centro Culturale Candiani

Venezia -Mestre

dal 3 giugno al 29 ottobre 2011


Arte e gioco: in quante forme si può declinare questa relazione? L'arte è un gioco, diceva Duchamp, e i giochi sono arte. L'ingresso dei videogiochi nella danza delle Muse ha arricchito ulteriormente questa relazione: i videogiochi sono un'arte e hanno avuto, negli ultimi anni, un impatto determinante sulle altre arti: dal cinema alla letteratura, dalla musica alle arti visive.
Si collocano al crocevia tra forme produttive e culturali molto differenti, ed è proprio l'anomalia di questo incontro/scontro che li rende terribilmente interessanti.
Neoludica è un evento che vuole esplorare a fondo queste relazioni.

 

 

 

 

 

 

 

 

"INTERRUPTIO" di Rossella Vasta e Don Kimes
MOSTRA

 

Presso:

Galleria d'arte "Extra Moenia" di Giuliana D'Orazio

con sede in Palazzo Viviano degli Atti ora Pensi

Todi

 

dal 26 settembre 2010 al 5 Dicembre 2010


Interruptio è il titolo della mostra e del libro. Le opere di Vasta e Kimes esposte nelle due sale della galleria d'arte Extra Moenia a Todi si confrontano con il tema dell'interruzione a partire dal suo superamento. Intenzionalmente Don Kimes, dà ai suoi lavori su carta il nome di Icons. Questa produzione, successiva all'esperienza drammatica – una sorta di interruzione - del perdere 25 anni di memorie (quadri, files, ed oggetti personali, com'egli racconta nel libro) diventerà per Don Kimes occasione di rivedere il suo processo pittorico e andare più a fondo al tema della memoria, sempre presente nel suo lavoro.
Per Vasta, la mostra è un cammino a ritroso, le sue opere, realizzate tra il 2008/2009 seguono il vissuto narrato nelle sue pagine di diario, documentato attraverso le foto in digitale - Digital Path - interpretate in post-produzione da Marianna Santoni, e suggeriscono in maniera implicita come quel vissuto creativo abbia a che fare con una sorta di appercezione di quella interruzione che per lei sarà un problema di salute del quale era ignara. Il titolo delle sue opere, Tokonoma, così come quello di Kimes, Icons, chiede allo spettatore uno sguardo diverso da quello estetico, lo spinge verso la visione estatica che per i monaci del tempio zen era la contemplazione dell'immagine di bodhidharma (il luogo d'onore cosi chiamato Tokonoma nella sala del thè) così come, nel mondo ortodosso, quella dell'immagine delle Icone Russe, finestre di accesso ad una realtà superiore archetipica.